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Intervista a Renzo Averia – Football Manager

Ciao a tutti Managers!

Appuntamento con le vostre esperienze, oggi dal Gruppo abbiamo selezionato il racconto di Renzo Averia.

All’inizio Football Manager è iniziato come uno stupido passatempo sul telefono, acquistato per spendere gli ultimi soldi rimasti sulla mia prima carta prepagata da piccolo. Scelsi di allenare la Juve, ma essendo la versione mobile facilissima non ci volle molto per conquistare la Champions League, complice anche un bug che permetteva di avere centinaia di milioni.

Così ho deciso di scegliere una squadra di Lega Pro, il Lumezzane con cui far la scalata. In pochi anni anche il Lumezzane è stato portato in zona Champions. Incuriosito dalla versione PC ho deciso di acquistare la mia prima versione di Football Manager, non ricordo quale anno, ma ricordo solo che da li non ho più smesso di comprarlo. È iniziato tutto con un “ma che schifo la grafica 3D” a un “okay, vedo com’è la tattica mettendo in 2D nelle amichevole pre stagione, poi rimetto il 3D”.

Ancora oggi durante le lezioni universitarie penso sempre alla formazione da mettere scrivendola nelle note dell’iPhone, pensando alle tattiche dell’anno successivo cercando di ottimizzare la campagna acquisti estiva. Il problema è che molto spesso avverto il gioco come fosse una droga. Rischio di pensarci troppo e inizio ad affezionarmi ai giocatori in maniera morbosa come fossero dei figli (anche se per ora, la maggior parte dei giocatori è più grande di me).

Essendo uno studente di economia sono fissato con la parte finanziaria del gioco, cercando sempre di eguagliare le uscite e le entrate. Secondo un documentario, FM è effettivamente una droga, ma preferirei di gran lunga che mio figlio spendesse 50 euro l’anno in Football Manager che centinaia di euro in droghe vere. Tengo molto a Mehmet Ekici e a Gabriel Barbosa. Mehmet è un regista economico, che tira punizioni precisissime, un ottimo assistman che non disdegna la via del gol.

Possiede il passaporto tedesco e in ogni carriera gli consegno sempre la 10, indipendentemente dalla squadra. Un giocatore versatile, proficuo e costante, un sosia di Calhanoglu che si può comprare per meno di 2 milioni. Il secondo mi ha fatto letteralmente innamorare in FM16. Acquistato dal Santos per una decina di milioni nel mio Borussia Dortmund prima e nell’Arsenal poi. Il prezzo del suo cartellino lievita tantissimo fino a diventare uno dei giocatori più forti del mondo. Purtroppo l’anno scorso l’ha comprato l’Inter, con mia tristezza. Mi ha spezzato il cuore vederlo marcire in panchina. Quando ha segnato contro il Bologna mi sono commosso. Altri che adoro sono Zivkovic e Bastoni. La mia più grande paura è che Bastoni faccia la fine di Gabigol dato il futuro trasferimento all’Inter…”

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