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La mente dietro Football Manager, Miles Jacobson

Il 1992 è stato un anno ricco di eventi che hanno riscritto la storia contemporanea cosi come la conosciamo. La maggior parte di voi potrà ricordare lo sfaldamento del blocco jugoslavo, con la dichiarazione d’indipendenza della Croazia e della Slovenia in primis, evento che porterà alla dissoluzione della nazionale di calcio jugoslava, in procinto di giocare il campionato europeo. Come molti di voi sapranno, a sfruttare l’occasione ci fu la Danimarca, ripescata all’ultimo, che diede vita a un miracolo sportivo d’altri tempi, vincendo la competizione a discapito di ogni pronostico.

In quel 1992 vide inoltre: la fine formale della Guerra fredda con l’incontro fra Bush Sr. e Yeltsin; il Trattato di Maastricht e la nascita dell’Unione Europea; la fine dell’apartheid in Sud Africa; la scissione della Cecoslovacchia; le Olimpiadi di Barcellona ed il Dream Team con Jordan; Tangentopoli.

In questo contesto politico-economico cosi movimentato, in una cameretta di una tipica casa inglese dello Shropshire, contea inglese confinante con il Galles, I fratelli Paul e Oliver Collyer decidono di ammazzare il tempo smanettando al computer per creare un gioco a tema calcistico. A settembre dello stesso anno, non senza difficoltà di natura economica e organizzativa, quel gioco verrà rilasciato e messo in vendita: nasce così Championship Manager.

Championship Manager era un gioco semplice: lo si poteva giocare sui vecchi computer Atari e Amiga; poche schermate e poco elaborate; si poteva giocare solo il campionato inglese (e annesse coppe) fino alla quarta divisione, con dati non troppo realistici (basti pensare che erano presenti solo 20 squadre per campionato, quando nella realtà, nelle varie categorie, erano fra le 22 e le 24).

Il gioco è una rivoluzione.

Gli “esperti” di gaming abbandonano il loro scetticismo iniziale. “I tifosi vogliono credere di poter essere i giocatori in campo, non l’allenatore in panchina” questo il mantra ripetuto spesso dai detrattori.

Flash forward. Siamo nel 1994. La saga di Championship Manager continua, cresce, si evolve: nuove opzioni, nuovi campionati, più grafiche e la fan base cresce. I fratelli Collyer fondano la Sport Interactive e hanno dovuto assumere personale per ampliare il team di sviluppo del gioco. Fra questi sviluppatori ci sono dei fan sfegatati dei Blur, rock band londinese che viene da un periodo di crisi economica, e sta provando a ritornare sulla cresta dell’onda con l’album Parklife e una serie di concerti promozionali.

Il team di Collyer vuole andare necessariamente a uno di questi concerti, e si rivolgerà a un giovane promoter musicale di Watford per recuperare due biglietti. Il ragazzo si mostra disponibile e avanza solo due pretese: essendo un fan di Championship Manager, vorrebbe avere la possibilità di aiutare, a tempo perso, nella creazione del gioco e vorrebbe in anticipo una versione del nuovo CM2. Bastano un paio di fax e qualche pinta per suggellare l’accordo. Il nome del promoter? Miles Jacobson.

Miles entra a far parte della famiglia SI un po’ per caso, collaborando part-time con I fratelli Collyer per circa 8 anni (parallelamente al suo ruolo di promoter musicale), per poi abbracciare a pieno il progetto Championship Manager prima e Football manager poi. Ricopre vari incarichi e posizioni all’interno della Sport Interactive, curando sia il lato tecnico come tester di CM/FM, e curando anche la parte finanziaria della società.

 

 

Ma chi è Miles Jacobson?

Miles nasce a Watford nel 1971, frequenta la prestigiosissima Haberdashers’ Aske’s Boys’ School, ovvero una delle migliori scuole di Inghilterra (istituto che ha formato politici, economisti, artisti e nobili dell’alta società inglese), è lì che sviluppa la passione per il canto e per la musica. É in tenera età inoltre che scopre l’amore per il calcio e in particolar modo per il Watford F.C. La sua passione viscerale per lo sport nasce grazie a Graham Taylor. Per chi non lo conoscesse, Taylor è stato un’icona del Watford, dopo averlo allenato fra il ’77 e l’87 e poi ancora fra il ’96 e il 2001, con in mezzo una fallimentare parentesi alla guida della nazionale di Sua Maestà fra il 1990 e il ’93. Terminata la carriera da allenatore ebbe alcuni ruoli non esecutivi nella dirigenza del Watford, per poi esser nominato presidente ad interim nel 2009. Dimissionario dalla carica di presidente nel 2012, fu nominato presidente onorario a vita fino al 2017, anno in cui morì a causa di un arresto cardiaco. Jacobson ha affermato più volte che, senza Taylor non si sarebbe mai appassionato al calcio e probabilmente oggi non avremmo Football Manager cosi come lo conosciamo.

Se la nascita della saga Championship Manager la si deve prettamente ai fratelli Collyer, la nascita di Football Manager prende si origine dalla precedente versione, ma è grazie a Jacobson che si deve la crescita del brand e lo sviluppo di un gioco più innovativo dei precedenti, grazie a migliori grafiche, migliori motori 2D per le visuali in-game, database più approfonditi e soprattutto grazie alla sua mediazione per creare la partnership vincente con la SEGA, dopo l’abbandono degli storici publisher della Eidos.

La caparbia di Jacobson è stata in grado di contrastare la concorrenza di altri titoli manageriali, e a mettere Football Manager sempre un gradino sopra le rivali, in primis quel Championship Manager, da cui l’intera SI era stata obbligata a scostarsi, fino a quando queste non hanno più tenuto il passo.

Jacobson ha avuto l’intuizione di creare proficue partnership anche con importanti club, in primis il suo amato Watford; lo scouting dell’Everton, squadra del cuore dei fratelli Collyer, utilizza il database di Football Manager per trovare giovani talenti; l’AFC Wimbledon è sponsorizzata dalla Sport Illustrated ormai dal 2002. Inoltre sono oltre 700 le numerose stelle del calcio, che hanno collaborato nello sviluppo del gioco per rendere il tutto più realistico possibile.

Il successo di Miles Jacobson si può attribuire non solo alle ottime abilità di gestione finanziaria del prodotto Football Manager, ma anche alla capacità di rinnovarsi e di rimanere al passo con i tempi: il gioco ha una forte presenza sui social, la piattaforma Steam garantisce una buona interattività fra i vari giocatori, la SI Community conta centinaia di migliaia di utenti.

Miles Jacobson però non è solo uno dei padri dell’universo FM, e i suoi interessi si indirizzano in settori ben più importanti. Durante una partita a Football Manager avete mai fatto caso ad alcuni banner pubblicitari a bordo campo quali Games Aid e War Child?  No? Vi basta sapere che War Child è un’organizzazione no-profit, nata nel 1993, che aiuta i bambini che vivono in zone di Guerra. Nel corso degli anni stelle come Pavarotti, Elton John, David Bowie, U2, Oasis, Coldpaly e tante altre hanno tenuto concerti devolvendo i ricavati a favore di questa causa. Allo stesso modo, grazie al nostro MJ, per ogni copia di Football Manager venduta, una percentuale va a questa organizzazione.                                                           Per quanto riguarda Games Aid invece Jacobson ne è il cofondatore, e tramite essa promuove attività di beneficenza organizzate dalla intera industria del gaming.

L’immenso lavoro di Jacobson, l’ha portato a ricevere nel 2011 la carica di Ufficiale dell’Ordine dell’Impero Britannico per i servigi all’industria dei Videogiochi.

Se lavorativamente parlando Jacobson si è dimostrato un genio, essendo un profilo pubblico non è mai stato esente da critiche: gli è stata spesso recriminata una condotta social “sopra le righe” sui suoi account personali, i toni sarcastici eccessivi, alcune battute un po’ troppo irriverenti e per il suo atteggiamento considerato alle volte spocchioso e arrogante. Ma in fondo questo non sorprende, molti personaggi al giorno d’oggi vengono condannati per il loro atteggiamento troppo poco “politically correct”; non sorprende quindi vederlo rispondere male ad utenti che gli chiedono per la milionesima volta, domande trite e ritrite come “Ma quando esce il nuovo FM?”, o fa considerazioni quali “Il nuovo FM è praticamente uguale a quello vecchio, perché dovrei comprarlo?”.

Ma chi siamo noi per giudicare? Noi che per Football Manager ormai abbiamo sviluppato una dipendenza. Maledetto Miles, cosa hai creato? Come ogni anno, i primi di novembre compreremo il gioco, ci metteremo davanti al computer attorno alle 23:00, giusto un’oretta, giusto il tempo di prendere dimestichezza con la nuova versione di quest’anno, la nostra compagna nel frattempo si è addormentata, consapevole di cosa accadrà; Ma si, giá che ci siamo iniziamo la nuova carriera. Si parte dalla categoria più infima: ci metti 2 ore solo per completare il tuo staff, intanto inizia il calcio mercato, e siamo già alla ricerca di quella giovane punta in grado di segnare 20 gol a stagione; le prime amichevoli, altre ore passate a visionare le squadre della Repubblica Democratica del Congo sicuri di trovare quel giovane talentino africano a costo zero che ci farà svoltare la stagione… Non hai ancora iniziato il campionato che guardi fuori dalla finestra, è l’alba, guardi l’orologio: 6:20. Fra mezz’ora scarsa dovresti iniziare a preparati per andare a lavoro.

Maledetto Miles, è tutta colpa tua.

Fonti:

Premier League Champion – Miles Jacobson Interview (extended cut)

Miles Jacobson on the creation of Football Manager

https://www.mirror.co.uk/sport/football/news/miles-jacobson-graham-taylor-hero-9614178

https://www.the42.ie/interview-miles-jacobson-football-manager-2014-1157241-Nov2013/

https://www.pcgamer.com/uk/miles-jacobson-on-football-managers-real-world-influence-huge-scouting-network-and-farting-players/

Is Miles Jacobson as much of a dick as he comes across? from footballmanagergames

https://twitter.com/milesSI?ref_src=twsrc%5Egoogle%7Ctwcamp%5Eserp%7Ctwgr%5Eauthor

About Giangioman

Napoli, 26 anni.
Una passione immensa per i giochi manageriali\gestionali.
Beta Tester e Ricercatore di Football Manager, Admin del gruppo Facebook dedicato a Football Manager.
Collaboratore di Panoz.

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